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Carlo Bonavia
(attivo a Napoli tra il 1755-1788)
a) Paesaggio arcadico con ponte sullo sfondo
b) Paesaggio arcadico con fontana al centro
coppia di oli su tela, cm 50x75 cad.
In cornici rettangolari in legno e pastiglia dorata.
Tracce di restauro
Fine XVIII -inizi XIX secolo
Il pittore Carlo Bonavia, di cui possediamo scarsi dati biografici, riprese la tradizione paesaggistica napoletana, fedele ad una lunga tradizione che risale a Salvator Rosa, interpretandola in maniera originale grazie soprattutto all’influenza del pittore Claude Joseph Vernet, che è documentato a Napoli nel 1737 e nel 1746, con il quale condivide la ricca tavolozza fatta di blu, gialli, verdi e rosa.
Nelle sue opere egli coglie con singolare immediatezza e spontaneità i tipici elementi del paesaggio campano e di alcuni angoli di Roma o della campagna circostante, tanto cari ai viaggiatori stranieri del Gran Tour, di cui i suoi paesaggi idilliaci diventano quasi dei souvenir. Bonavia ebbe un grande successo ed è stato elogiato da Pietro Zani nella sua Enciclopedia Metodica critico Ragionata delle Belle Arte (1794) come pittore di vedute e di storia.
Nei due paesaggi presentati il pittore esprime tutta la sua attività di raffinato illustratore di aspetti vari, tra il fantastico e il reale, e tutta la sua perizia nel rendere al meglio la luce e i bagliori tra le nuvole, il fitto reticolato del fogliame, le sagome in lontananza (vedi il veliero del dipinto 39a).