081-2395261
081-5935042
entro cornice coeva con patinatura d'epoca adattata nelle misure
La scena rappresentata nel presente dipinto è tratta dalla leggenda di San Lorenzo, descritta da Sant'Ambrogio e da altri autori. Il diacono romano Lorenzo, al quale l'imperatore Valeriano aveva chiesto di portargli i tesori della Chiesa di Roma in cambio della sua salvezza, li ricevé da Papa Sisto II, ma invece di farli requisire lì distribuì ai poveri prima di essere martirizzato sulla graticola. La corposa preparazione e la tela a trama larga denunciano anche dal punto di vista esecutivo la pertinenza del dipinto all'area romana o più probabilmente napoletana. Il forte contrasto chiaroscurale su cui è applicata una gamma cromatica brillante, stagliata sullo sfondo scuro, mostra i modi propri di un artista che ha innestato su una formazione tardo-cinquecentesca meridionale l'adesione al linguaggio caravaggesco dei primi due decenni del Seicento. Il dipinto ha sostenuto l'attribuzione a Carlo Sellitto, ma vi sono stati anche rilevati elementi riconducibili a Giovanni Antonio D'Amato, uno dei personaggi chiave del passaggio dalla tarda maniera al caravaggismo napoletano (cf. P.L. Leone de Castris, Pittura del Cinquecento a Napoli 1573-1606, l'ultima maniera, Napoli, 1991, pp. 154-178), e a Gregorio Preti, che nella prima fase della sua ancora poco nota carriera, trascorsa tra la Calabria, Napoli e Roma, mostra legami non indifferenti con questa temperie. Una ipotesi non in conflitto con il quadro sin qui delineato è quella di collegare il presente dipinto alla mano del cosiddetto Maestro di Capua, un pittore ancora anonimo e spesso scambiato con Carlo Sellitto, autore del "Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria" a Capua, Museo Campano. A questo pittore F. Bologna ha attribuito una "Donna col figlio in braccio" in ubicazione ignota (fig. 1; cf. F. Bologna, in Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli, catalogo, Napoli, 1991, p. 20, figg. 6-7; p. 40). In quest'opera il trattamento del volto cotto dal sole della donna sembra accostabile a quello del chierichetto alla estrema sinistra del dipinto qui in discussione, e lo stesso vale per i plastici panneggi della camicia della donna, simili a quelli della manica del mendicante in primo piano.
Riccardo Lattuada