081-2395261
081-5935042
entro cornice "Salvator Rosa" liscia in legno dorato ad argento e mistura
Provenienza: Napoli, Tito Diodati, fino al 1965, e già dal Diodati stesso attribuito a Pacecco de Rosa;
acquisito in tale data dallattuale proprietario.
Il dipinto, inedito, appare essere una delle rappresentazioni più impegnative del tema della Maddalena prodotte da Pacecco de Rosa. La posizione della figura, con le braccia tese verso l'alto e giunte in preghiera al modo di molte immagini di santi di Jusepe de Ribera, è ripresa con varianti minori e in scala ridotta da Pacecco de Rosa nella "Maddalena penitente" a Napoli, collezione privata (cf. I. Porcini in V. Pacelli et al., Giovan Francesco de Rosa detto Pacecco de Rosa, 1607-1656, Napoli, 2008, pp. 338-339, n. 73, illustrato). La gloria di putti che recano la croce nell'angolo superiore sinistro del dipinto è agevolmente raffrontabile con analoghi partiti presenti in opere di Pacecco de Rosa come le due versioni dell'"Estasi di Sant1Antonio di Padova" a Vienna, Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Kunst e a Napoli, Capodimonte; la "Immacolata" a Vibo Valentia, Chiesa dei Cappuccini; il "San Tommaso d'Aquino riceve il cingolo della castità" a Napoli, Basilica di Santa Maria della Sanità; o il "Battesimo di Santa Candida" a Napoli, San Pietro ad Aram (tutte opere riprodotte in V. Pacelli et al., Giovan Francesco de Rosa detto Pacecco de Rosa, 1607-1656, cit., rispettivamente alle tavv. a col. 64-65, 101, 102, 103). Spicca nel presente dipinto l'esecuzione calligrafica delle stoffe pesanti, rese con un disegno semplice e plastico e ricche di effetti di riverbero nel mantello giallo; con la medesima attenzione al dettaglio è lavorata la trama striata del saio avvolto lungo i fianchi. L'impegno formale profuso nell'esecuzione dell'opera e il grande formato potrebbero indicare una sua destinazione come pala d'altare per un ambiente non ancora identificato. La relazione del dipinto con invenzioni di Stanzione e di Ribera tra il 1630 e il 1640 [ad esempio, di quest'ultimo, la composizione della "Maddalena" del Prado (1640-41)] rende plausibile una sua datazione verso il 1640-45.
Riccardo Lattuada